DOMENICA 19 NOVEMBRE ALLE ORE 11.30 IN VIA Emilia Ovest 350 A MODENA LA MANIFESTAZIONE “VIVA LA STRADA” IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE IN RICORDO DELLE VITTIME DI TRAFFICO STRADALE
Ci sarà un flashmob per ricordare le recenti vittime della strada, ma anche sensibilizzare su quanto l’alta velocità sia la principale causa e contro cui occorrono interventi strutturali.
Modena, 18 Novembre. Domenica 19 novembre in 8 città italiane si svolgeranno manifestazioni per celebrare il World Remembrance Day for Road Traffic Victims, la giornata mondiale in memoria delle vittime della violenza stradale, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993. A Roma, Milano, Napoli, Trento, Cagliari, Lecce, Modena, Alessandria centinaia di attivisti e associazioni si mobilitano in contemporanea per chiedere strade più sicure per le persone.
A Modena l’appuntamento è alle ore 11.30 in via Emilia Ovest 350 dove ci troveremo per ricordare le recenti vittime della strada, ma soprattutto per chiedere interventi strutturali per conseguire l’obiettivo VisionZero: zero morti sulle strade. La manifestazione locale è organizzata da Modena30.
In Italia c’è un grande problema di sicurezza stradale: ogni giorno 9 persone vengono uccise dalla violenza stradale. Nel 2022 si sono verificati 165.889 scontri stradali (454 al giorno) che hanno comportato 223.475 feriti (612 al giorno) e 3.159 vittime (9 al giorno). Le principali cause di scontro stradale sono la distrazione (15%), il mancato rispetto della precedenza (13,7%) e l’eccesso di velocità (9,3%). Circa il 73% degli scontri stradali avviene su strade urbane dove vi è la presenza di diversi utenti della strada.
Risulta, dunque, evidente la necessità di attuare delle misure efficaci per garantire la compresenza pacifica dei vari utenti, con particolare attenzione di quelli più vulnerabili.
Nel Comune di Modena la situazione è peggiore della media nazionale, dal 2017 al 2021 si sono registrati 30 morti e 4.810 feriti sulle strade urbane, 20 morti e 989 feriti su quelle extraurbane e 15 morti e 270 feriti sulle altre strade.
La media di 13 morti e 1.214 feriti all’anno è sottostimata perché sono inclusi gli anni di lockdown. Tra il 2011 e il 2021 nel territorio comunale sono stati coinvolti negli incidenti 1.188 pedoni e 2368 ciclisti.
Nel 2021, a Modena le principali cause di morte in incidenti stradali sono in ordine: Guida distratta (37,5%), eccesso di velocità (25%), mancanza di precedenza al pedone (25%), e per ultimo anormale stato psico-fisico (12,5%).
L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di dimezzare le vittime e i feriti gravi entro il 2030 e di azzerarli entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo ci sono metodi e strategie che sono già stati applicati con successo da altri Paesi:
– la “Vision Zero”, sperimentata per la prima volta dalla Svezia a partire dal 1997, prevede una migliore progettazione di strade, incroci, attraversamenti, in modo tale da diminuire la percentuale di incidenti dovuti all’errore umano e limitare i danni a persone o oggetti in caso di scontro;
– la “Città 30”, già applicata in molte città europee, che sta portando a una riduzione importante del numero di scontri e conseguentemente feriti e vittime. La “Città 30” è un provvedimento efficace perché agisce sul fattore che rappresenta la prima causa di morte in caso di scontro stradale: la velocità.
A Bruxelles l’applicazione della Città 30 ha portato a una riduzione degli scontri stradali del 28% e una riduzione del 50% di feriti gravi e vittime. Il provvedimento non ha inciso sui tempi di percorrenza in città, in quanto già oggi la velocità media in ambito urbano è ben inferiore ai 30 km/h.
In Italia le Città 30 deliberate dalla Giunta Comunale sono: Olbia, Bologna e Lodi. Sono molte le Città 30 in Europa:
in Francia, Parigi, Grenoble, Lille, Nantes, Nizza, Montpellier
in Spagna, tutte le città
in Belgio, Bruxelles
in Austria, Graz
in Finlandia, Helsinki
in Svizzera, Zurigo
in Olanda, Amsterdam
nel Regno Unito, Edimburgo.
CON IL NUOVO CODICE DELLA STRADA RISCHIO AUMENTO DELLE VITTIME DELLA VIOLENZA STRADALE
Il nuovo Codice della Strada, a firma del Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini, in discussione alla Camera dei Deputati, punta molto sulla repressione e poco sulla prevenzione e, soprattutto, limita la possibilità da parte delle amministrazioni locali di ridisegnare la strada garantendo spazio e sicurezza agli utenti più vulnerabili. Viene posta molta attenzione sul tema della guida in stato di ebbrezza e/o sotto l’effetto di stupefacenti che rappresenta solo il 10% degli incidenti, mentre viene limitata la possibilità di controllo della velocità mediante autovelox che rappresenta la prima causa di morte in caso di scontro stradale.
Con il nuovo codice della strada i Sindaci avranno una netta riduzione dei poteri in materia di applicazione e controllo della ZTL (Zona a Traffico Limitato), politiche di regolamentazione della sosta, la progettazione e costruzione di infrastrutture ciclabili, corsie ciclabili e case avanzate (spazi dedicati alle bici ai semafori) e il controllo della velocità. I Comuni non potranno definire le regole e la tariffazione della sosta che sono un’efficace leva di gestione della mobilità urbana e dello spazio pubblico.
L’esperienza di altri Paesi stranieri, caratterizzati da tassi di incidentalità ben inferiori a quelli italiani, dimostra che per garantire la sicurezza degli utenti vulnerabili (pedoni e ciclisti) è necessario ridurre la velocità dei veicoli motorizzati e non obbligare i mezzi più leggeri a dotarsi di dispositivi di identificazione (targa) e di protezione passiva (casco).
Nell’ambito della sicurezza delle persone in bicicletta, il nuovo Codice introduce a livello teorico un provvedimento positivo sull’obbligo di mantenere almeno 1.5 m di distanza laterale in fase di sorpasso di un ciclista, ma che viene di fatto vanificato dalla precisazione “ove le condizioni della strada lo consentano”.
LE RICHIESTE
Le richieste degli attivisti e delle attiviste e delle associazioni che promuovono la manifestazione “Viva la strada”:
● Sul nuovo Codice della Strada in discussione: stralciare le norme che limitano lo spazio per la mobilità attiva e riducono l’autonomia dei Comuni nella determinazione delle politiche di mobilità urbana; consentire e incentivare l’installazione di autovelox in ambito urbano per il controllo dei limiti di velocità;
● Promuovere la legge nazionale per l’istituzione della Città 30 in tutte le città italiane, come è stato fatto dalla Spagna nel 2021;
● Prevedere strade scolastiche pedonali davanti ad ogni scuola italiana; ● Ripristinare le risorse economiche per progettazione di infrastrutture ciclabili urbane, tagliate mesi fa dal Governo Meloni, per rendere tutte le strade sicure per gli utenti in bicicletta.
● Introdurre l’obbligo di installazione del dispositivo ISA (intelligent speed assistance), che limita la velocità dell’automobile per tutti i veicoli dal 7 luglio 2024, estendendone l’installazione su tutti i veicoli circolanti, non solo sulle nuove immatricolazioni, e vietando la possibilità di disattivare l’ISA da parte del guidatore.
La manifestazione “VIVA LA STRADA” nazionale è promossa da attivisti e da associazioni di respiro nazionale e locale attive sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile. Le associazioni che promuovono la manifestazione, in ordine alfabetico, sono: AMODO- alleanza mobilità dolce, ARIA, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) Bike Italia,Cittadini per l’Aria Onlus, Clean Cities Campaign, Fiab Castel Maggiore, Fiab, Fiab Napoli Cicloverdi, Fiab Lazio, FIAB Modena, FIAB Alessandria, Fondazione Michele Scarponi, Fridays for Future Italia, genitori ECOattivi, Kyoto Club, Legambiente, Legambici – Legambiente per la mobilità attiva, Modena30, Movimento Diritti dei Pedoni, Napoli Pedala, la Piattaforma “Città30 subito” Salvaiciclisti.
A Modena la manifestazione è organizzata da Modena30, in particolare: Genitori ECOattivi, Ciclofficina Popolare Rimessa in Movimento, FIAB Modena e Legambiente Modena.


