Sabato 21 febbraio la mobilitazione cittadina

Modena, 18 Febbraio 2026 – Le associazioni della campagna Modena30 e la rete ARIA chiamano a raccolta tutta la cittadinanza per Sabato 21 Febbraio 2026, con un momento culminante alle ore 15:00 in Largo Garibaldi, all’incrocio con Viale Trento Trieste.
La decisione di scendere in piazza, già programmata, assume un significato ancora più urgente alla luce del grave scontro avvenuto il 17 febbraio in Piazzale Bruni (zona Rotonda del Tempio). Una persona in bici di 53 anni è attualmente ricoverata in terapia intensiva con prognosi riservata. A lui e alla sua famiglia va il nostro pensiero e la speranza che possa superare questo momento critico.
Modena: una città ostile
Indipendentemente dalla dinamica specifica della collisione — che sarà accertata dalle autorità — e dalle criticità già denunciate riguardo al cantiere dell’ex Cinema Principe, un fatto è inoppugnabile: Modena è diventata un ambiente urbano che punisce, spesso gravemente, chi sceglie di muoversi a piedi o in bicicletta.
Mentre il dibattito pubblico si concentra su l’insicurezza urbana declinata principalmente come problema di ordine pubblico, si ignora una delle più gravi emergenze sanitarie e sociali: la violenza stradale e l’inquinamento. Non percepiamo la gravità di un sistema viario progettato per la velocità e non per la vita. Non si tratta di “incidenti” o casualità, ma di risultati prevedibili frutto di scelte urbanistiche e mancati controlli.
Le richieste della cittadinanza
Sono tantissimi i cittadini che continuano ad attivarsi per migliorare la situazione del proprio pezzo di città, da S. Anna e S. Agnese fino ad Albareto. Le segnalazioni che riceviamo sono un bollettino di guerra quotidiano: strade vicino alle scuole insicure e inadatte a incentivare l’autonomia dei ragazzi, Zone 30 ancora mancanti o realizzate “solo coi cartelli” dove le auto continuano a sfrecciare, attraversamenti pedonali che non proteggono e marciapiedi stretti, ammalorati e troppo spesso occupati abusivamente dalle auto.
Ci chiediamo: dov’è finito il “difensore dei diritti dei pedoni” promesso nel programma elettorale? E dove sono i controlli stradali sistematici? Nel 2025 si sarebbero dovute riaprire le osservazioni al PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile): qual è il costo sociale di continuare a rimandare?
Il confronto impietoso: Bologna e Olbia
Non serve guardare all’estero per trovare soluzioni. Nella vicina Bologna si sta investendo sul modello Città 30 e sul trasporto pubblico, e i risultati sono arrivati in fretta: miglioramento del modal split, riduzione dell’inquinamento e spazi pubblici più vivibili. E prima ancora di Bologna c’era Olbia, governata da un sindaco di destra, a conferma che la Città 30 non è una questione ideologica, ma di analisi dei dati e buon senso.
Mentre altrove si evolve, Modena resta maglia nera in regione per (in)sicurezza stradale, tasso di motorizzazione e sforamenti dei livelli di inquinamento dell’aria (come certificato dal report Mal’Aria 2026).
IL PROGRAMMA DI SABATO 21 FEBBRAIO: “RIPRENDIAMOCI LA STRADA”
La giornata sarà un atto di riattivazione comunitaria per rivendicare la strada come luogo di relazione e vita, non una trincea.
- Mattina: Appuntamento al Parco Novi Sad con l’incontro dei “Senza Rotelle” (per famiglie e bambini).
- Ore 12.00: Pranzo sociale al Parco Novi Sad, iscrizione obbligatoria su questo form.
- A seguire: “Biciclettata” verso il luogo della manifestazione.
- Ore 15.00: Flash Mob in Largo Garibaldi (incrocio Viale Trento Trieste).
Il luogo del Flash Mob non è casuale: è lì che lo scorso dicembre è stato investito e ucciso Luciano Sbrozzi, 89 anni, mentre attraversava sulle strisce pedonali.
Invitiamo ad aderire associazioni, comitati, sindacati, forze politiche e tutti i cittadini che credono in strade più giuste, sicure e democratiche.
Aderiscono (ad oggi – 18/2) in particolare:
ISDE Modena,
FIAB Modena,
Comitato No Bretella,
Genitori ECOattivi,
Legambiente Modena,
Circolo Arci Civica 15a,
Ciclofficina Popolare “Rimessa in Movimento”,
Cittadinanzattiva Emilia-Romagna
(in aggiornamento)
Per adesioni e desiderio di intervenire contattateci





ALLEGATO TECNICO: Dati e Approfondimenti
A supporto delle richieste avanzate, si allegano i seguenti dati relativi all incidentalità, al tasso di motorizzazione e alla qualità dell’aria nel Comune di Modena.
1. Tasso di Motorizzazione in crescita (Fonte: ACI/ISTAT)
Mentre le città europee riducono la dipendenza dall’auto privata, a Modena il numero di veicoli continua a crescere inesorabilmente, occupando spazio pubblico e generando pericolo.
(Grafico relativo al Parco Veicolare nel documento originale per l’andamento storico 2006-2024).

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La curva demografica della città mostra una popolazione in calo dal 2019. Anziani (come la vittima di Largo Garibaldi) e bambini sono le prime vittime di una città disegnata esclusivamente per le automobili.
- Fonte: Censimento permanente della popolazione ISTAT (Vedi Grafico andamento popolazione)
2. Incidenti Stradali (Fonte: ISTAT)
I dati ISTAT confermano che le strade modenesi generano feriti gravi e morti con una frequenza inaccettabile. Non si tratta di “casualità”, ma di difetti strutturali di progettazione (velocità eccessiva consentita, intersezioni pericolose).
(Riferimento: Grafico “Incidenti, morti e feriti – comuni” estratto da IstatData).

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3. Inquinamento Atmosferico (Fonte: Legambiente)
L’emergenza non è solo traumatica ma anche sanitaria. I livelli di inquinamento atmosferico sono direttamente correlati all’eccessivo traffico veicolare.
- Riferimento: Report Mal’Aria di Città 2026 – Legambiente Emilia-Romagna APS.
- La città registra sforamenti dei livelli di inquinanti che la posizionano come “maglia nera” a livello regionale ed europeo.
Il report Sei la mia città. Rigeneriamo Modena”
Sintesi dei risultati del percorso partecipato “Sei la mia città. Rigeneriamo Modena”, promosso dal Comune. Il documento certifica come i cittadini abbiano messo al primo posto la richiesta di “mobilità lenta e sostenibile”, interventi per il verde e spazi pubblici di qualità. L’allegato evidenzia il contrasto tra la volontà espressa dai quartieri (da S. Anna ad Albareto) – che chiedono a gran voce percorsi casa-scuola sicuri, vere Zone 30 e marciapiedi liberi dalle auto – e l’attuale assenza di risposte concrete da parte dell’amministrazione.
Dal report Sei la mia città. Rigeneriamo Modena – Comune di Modena

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