Modena, 27 Giugno 2024 – Hanno ragione i residenti di Modena Est a lamentarsi di nuovi paletti spuntati come funghi?
Da un certo punto di vista sì, più che altro perché come spesso è accaduto con la scorsa amministrazione gli interventi raramente sono stati comunicati in anticipo, vedi anche i famosi paletti della ciclabile di Modena Est, e quasi mai ne è stato spiegato il senso.
In questo caso parliamo di paletti posti prima e dopo attraversamenti pedonali, il senso qui c’è: servono ad evitare che auto parcheggino proprio in prossimità delle strisce, togliendo la visibilità agli automobilisti di possibili pedoni in procinto di attraversare. Non solo, servono anche a ridurre di fatto lo spazio di esposizione al rischio del pedone, che dovrà così percorrere meno strada in conflitto con le automobili, infine servono anche a ridurre naturalmente la velocità degli automobilisti e quindi a aumentare il livello di sicurezza.
In inglese questi interventi si chiamano “curb extension”[1] o “pinch point” adottati in tutto il mondo e anche in Italia, chiamati anche estensione del cordolo o “orecchie del marciapiede”.
Usare dei paletti spesso “risolve il problema” con poco tempo e soldi, ma non è il massimo.
Si perde un’occasione per restituire quello spazio tolto alla carreggiata, che potrebbe essere uno spazio utile per ampliare i marciapiedi, installare una panchina o un’aiuola per aumentare la capacità drenante del terreno: immaginate se ci fossero ad ogni incrocio e ad ogni attraversamento pedonale.
La scorsa settimana a Modena ci sono stati una serie di incidenti, o meglio scontri, in cui per fortuna non c’è scappato il morto, e non tutti sono entrati nella cronaca, ma quando si vedono auto scappottate o che tirano giù dei pali, dobbiamo tutti riflettere sulla pericolosità quotidiana delle nostre strade.
Le città devono tornare ad essere pensate per le persone, a cominciare da un ripensamento degli spazi, tra queste le strade sono tra gli spazi pubblici più critici, perché condizionano il nostro stile di vita, le abitudini, la salute e anche la possibilità di muoverci liberamente.
Ecco allora che gli assessori che avranno grandi responsabilità per velocizzare un cambiamento imprescindibile e che non può più essere rimandato. Servirà la collaborazione di tutti per un cambio culturale necessario se non vogliamo rimanere in una città pensata per le esigenze degli anni 80, quando l’automobile era ancora considerata sinonimo di benessere.
Urbanistica, lavori pubblici e mobilità avranno un ruolo chiave nello sviluppo di una città più vivibile e sicura. Serve sicuramente un cambio di passo rispetto al passato.
Buon lavoro allora alle assessore e agli assessori che arriveranno. Le associazioni della rete Modena30 sono a disposizione per costruire insieme ai cittadini un patto, che porti ad un percorso per comprendere i cambiamenti necessari su tutta l’area urbana, magari partendo dalle scuole, dove sicurezza, salute ed educazione dovrebbero essere al centro, per il bene dei nostri bambini e bambine.

[1] https://nacto.org/publication/urban-street-design-guide/street-design-elements/curb-extensions/
